Local skin care in cases of Atopic dermatitis in children

When to perform skin care?

Local skin care must be done after cleaning, on a dry skin. Only one application per day is necessary.

What cream(s) or ointment(s)? Where? In what order?

– Start with the application of dermocorticosteroids to apply on inflammatory plaques, red or pink plaques, that usually itch.
– On the rest of the body, outside of the plaques, if the skin is dry, you must apply a moisturising cream. The moisturising cream must not be applied on the inflammatory plaques (otherwise your child will suffer from prickling or burns).

What quantity of cream?

The rule of the digit defines the necessary quantity: the quantity applied on the last digit of the index must cover a skin surface representing 2 hands placed flat on the skin.
Note the number of tubes used each month to discuss it with your doctor.

How to apply the cream?

Heat the cream in the palm of your hand. Massage lightly to help penetration. Wait a few minutes before getting dressed.

When to stop the treatment?

– The application of dermocorticosteroids must be stopped when the inflammatory lesions have disappeared.
– The application of the moisturising cream must be continued as long as the skin remains dry.

When do you restart the treatment?

It is important to restart the treatment with dermocorticosteroids as soon as the inflammation reappears (redness).

What is the purpose of this treatment?

The aim is to eradicate the inflammation in order to reduce your child’s suffering. The treatment also helps to reconstruct the skin’s integrity (cutaneous barrier) and therefore limit the risk of infections of the skin and allergies.

Are corticosteroid creams dangerous?

Not if the treatment is used as described above, respecting the quantities and treating altenatively when the inflammation is present. Corticosteroid creams do not have the same effects as corticosteroids in tablet form or injections.

What evolution can we expect with this treatment of atopic dermatitis?

Inflammatory lesions will occur less and less often, will be less intense and will disappear more rapidly under treatment. Consequently, the doses of dermocorticosteroids will decrease over time.

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Uso speciale dei farmaci ai sensi della Legge 648/96 – elenco farmaci e uso terapeutico – Maggio 2014

Principio attivo

Indicazione terapeutica

6-mercaptopurina (6-mp) Pazienti affetti da malattia di Crohn con indicazione al trattamento immunosoppressivo con azatioprina (pazienti steroido-dipendenti/resistenti/intolleranti)
Acido cis-retinoico Trattamento adiuvante del neuroblastoma stadio 3° e 4° ad alto rischio
Adalimumab (humira) Trattamento di pazienti con uveite severa refrattaria correlata ad Artrite Idiopatica Giovanile
Adenosin-deaminasi (adagen) Immunodeficienza combinata grave da deficit di adenosindeaminasi
Afamelanotide Trattamento della Protoporfiria Eritropoietica (EPP)
Anagrelide Terapia di prima linea della trombocitemia essenziale in pazienti di età inferiore ai 40 anni.
Biotina Deficit multiplo di carbossilasi nelle due forme: deficit di biotinidasi
Boceprevir (victrelis) Trattamento antivirale
Bortezomib (velcade) In combinazione con desametasone per il trattamento dei pazienti affetti da Mieloma Multiplo refrattario/recidivato.
Bosentan Trattamento dell’ipertensione Polmonare Cronica Tromboembolica (IPCTE) inoperabile mediante intervento chirurgico di Endoarteriectomia Polmonare (EAP)
Brentuximab vedotin (adcetris) Trattamento di pazienti adulti affetti da linfoma di Hodgkin (HL) CD30+ recidivante o refrattario :
1. in seguito a trapianto autologo di cellule staminali (ASCT) oppure
2. in seguito ad almeno due precedenti regimi terapeutici quando l’ASCT o la polic
Ciclosporina a Nefrite lupica
Cinacalcet cloridrato Trattamento dell’ipercalcemia indotta da iperparatiroidismo secondario nei pazienti portatori di trapianto renale.
Cladribina (litak) Mastocitosi sistemica aggressiva in terapia di prima linea o successiva
Leucemia a mastcellule in terapia di prima linea o successiva.
Crisantaspasi (erwinase) Trattamento di pazienti in età pediatrica affetti da Leucemia Linfoblastica Acuta (LLA) che non tollerino il trattamento di prima linea con Asparaginasi da E. Coli e/o pegaspargasi.
Trattamento di pazienti giovani/adulti affetti da Leucemia Linfoblastica Acuta (LLA) che non tollerino il trattamento di prima linea con pegaspargasi.
Crizotinib (xalkori) Trattamento di pazienti adulti pretrattati per carcinoma polmonare non a piccole cellule positivo per ALK (chinasi del linfoma anaplastico) in stadio avanzato.
Defibrotide (defitelio) Trattamento dei pazienti affetti da malattia veno-occlusiva epatica grave (VOD) in seguito a trapianto di cellule staminali ematopoietiche.
D-penicillamina Terapia del Morbo di Wilson, terapia della cistinosi/cistinuria, terapia delle intossicazioni professionali
Eculizumab (soliris) Trattamento dell’emolisi intravascolare dei pazienti affetti da emoglobinuria parossistica notturna (EPN) che non abbiano ricevuto in precedenza trasfusioni. Terapia della Sindrome Emolitica Uremica (SEU) atipica
Epoetina alfa e beta
Eprex – epoetina alfa
Neorecormon – epoetina beta
Sindromi mielodisplastiche (MDS)
Anemia refrattaria (AR), con sideroblasti (RARS) e senza sideroblasti (RA)
Epoetina alfa (binocrit) Trattamento della Sindrome mielodisplastica
Idebenone Trattamento della miocardiopatia nei pazienti affetti da Atassia di Friedreich.
Idrocortisone Trattamento della sindrome degli spasmi infantili (sindrome di West)
Idrossiurea Trattamento di pazienti con beta talassemia non trasfusione-dipendente e con sindromi falcemiche che presentino una sintomatologia grave e/o invalidante
Infliximab (remicade) Trattamento di pazienti con uveite severa refrattaria correlata ad Artrite Idiopatica Giovanile.
Interferone alfa-2b ricombinante Micosi fungoide
Interferone alfa ricombinante
(2a e 2b)
Particolari emangiomi che per sede e/o dimensione compromettano strutture vitali o determinino complicazioni che mettono in pericolo di vita. Forme refrattarie della malattia di Behçet. Trattamento della trombocitemia essenziale per i pazienti non candidabili ai trattamenti ora disponibili sul mercato. In monoterapia nel trattamento dell’ epatite acuta da HCV.
Lamivudina Profilassi della recidiva di epatite HBV correlata dopo trapianto di fegato. Profilassi della riattivazione dell’epatite B in portatori inattivi di HBsAg in corso di terapia immunosoppressiva e di soggetti HBsAg-negativi e anti-HBc positivi candidati a terapie fortemente immunosoppressive.
L-arginina Patologie conseguenti a difetti enzimatici del ciclo dell’urea
Lenalidomide (revlimid) Trattamento di pazienti anemici trasfusione-dipendenti
Levocarnitina Terapia dell’aciduria organica e difetti della beta-ossidazione degli acidi grassi.
Lomitapide Trattamento della ipercolesterolemia familiare omozigote (HoFHe).
Metirapone (metopirone) Trattamento dei pazienti con Sindrome di Cushing.
Metotrexato Trattamento medico della gravidanza ectopica
Mexiletina (mexitil) Nelle malattie neuromuscolari
Micofenolato mofetile Malattia ‘trapianto verso ospite’
Misoprostolo Induzione medica dell’espulsione del materiale abortivo dopo aborto spontaneo del I trimestre. Dilatazione della cervice uterina nell’interruzione terapeutica della gravidanza in associazione a mifepristone.
Mitotane (lysodren) Sindrome di Cushing grave (trattata con terapia radiante o in preparazione all’intervento chirurgico).
Octreotide acetato Diarrea secretoria refrattaria da sindrome dell’intestino corto e da pregressi interventi chirurgici sullo stomaco.
Octreotide Ipotensione ortostatica grave in disfunzioni generalizzate del Sistema Nervoso Vegetativo
Octreotide acetato Fistole pancreatiche
Octreotide nella formulazione a rilascio prolungato Angiomatosi non suscettibile di altri trattamenti farmacologici e/o di asportazione chirurgica
Pasireotide (signifor) Trattamento di pazienti con malattia di Cushing nei quali la terapia medica sia appropriata
Peg-asparaginasi (oncaspar) Trattamento in prima linea di pazienti pediatrici/giovani/
adulti affetti da Leucemia Linfoblastica Acuta (LLA)
Ponatinib (iclusig) Trattamento della Leucemia Mieloide Cronica (LMC) Ph+ e della Leucemia Acuta Linfoide (LAL) Ph+, in pazienti adulti resistenti agli inibitori delle tirosino-chinasi di seconda generazione (dasatinib; nilotinib), limitatamente ai pazienti che esprimono la mutazione T315I.
Ribavirina Terapia della recidiva da HCV in pazienti già sottoposti a trapianto di fegato per epatopatia cronica C. Terapia dell’epatite cronica e della cirrosi compensata da virus dell’epatite C. Trattamento di pazienti affetti da pemfigo grave e refrattario ai comuni trattamenti immunosoppressivi. Trattamento della crioglobulinemia mista HCV-correlata refrattaria alla terapia antivirale
Siero antilinfocitario di cavallo (atgam) Terapia dell’ aplasia midollare acquisita
Telaprevir (incivo) Trattamento antivirale
Teriparatide (paratormone – pth) Terapia sostitutiva ormonale per la cura dell’ipoparatiroidismo cronico grave.
Tetrabenazina Trattamento dei pazienti adulti con Sindrome di Gilles de la Tourette.
Tetraidrobiopterina Iperfenilalaninemia da carenza congenita di 6-piruvoiltetraidropterina-sintetasi.
Tiopronina Cistinuria in associazione all’alcalinizzazione delle urine.
Tireotropina alfa (thyrogen) Somministrazione post-tiroidectomia in pazienti affetti da carcinoma differenziato della tiroide (CDT) in terapia ormonale soppressiva (THST) per il trattamento con iodio radioattivo (131I) delle lesioni secondarie loco-regionali e a distanza iodio-captanti, che presentino una delle seguenti condizioni:
a) Incapacità di raggiungere adeguati livelli di TSH (valori superiori a 30 µUI/ml) da stimolazione endogena per condizioni cliniche concomitanti (ad es. ipopituitarismo primario o secondario, metastasi funzionanti);
b) gravi condizioni cliniche potenzialmente aggravate dall’ipotiroidismo iatrogeno:
– anamnesi positiva per ictus o TIA
– franca cardiomiopatia (classe NYHA III o IV)
– severa insufficienza renale (stadio 3 o superiore)
– disturbi psichiatrici gravi (depressione grave, psicosi).
Trientine dicloridrato Trattamento del Morbo di Wilson per i pazienti per i quali la D-penicillamina sia inefficace.
Valganciclovir Trattamento ‘pre-emptive’ dell’infezione da CMV in pazienti sottoposti a trapianto di midollo osseo o di cellule staminali emopoietiche.
Zinco solfato Morbo di Wilson in pazienti non candidabili o non rispondenti al trattamento con zinco acetato.

Fonte: AIFA, Maggio 2014

Cellulite: domande frequenti

Si fa presto a dire cellulite

Non è corretto chiamare ‘cellulite’ gli inestetismi di cui si lamentano le donne.
Ma al di là della questione scientifica, di cui parleremo oltre, c’è da sottolineare il ruolo della questione psicologica. Silhouette appesantita, cosce deformate dagli antiestetici
cuscinetti, glutei sproporzionati rispetto al busto fanno apparire le donne meno piacenti.
L’imbarazzo per le forme non armoniose si può trasformare in senso di vergogna e, in
molti casi, il non accettare il proprio fisico genera una condizione di sofferenza. Ben
diverso invece è sentirsi belle, ‘presentare’ la propria femminilità e vivere senza inibizioni
la sessualità, Tutto ciò infonde sicurezza, migliora l’autostima e arricchisce la qualità di
vita.

A ciascuna la sua

Introduzione
Introdotto all’inizio degli anni Venti da alcuni autori francesi, il termine ‘cellulite’ è in realtà
improprio. Più correttamente, in questo ‘ambito clinico’ si distinguono due quadri, diversi
per manifestazioni, fattori causali ed evoluzione:
• l’adiposità distrettuale
• la pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica (PEFS),comunemente denominata  ‘cellulite’.
Adiposità distrettuali
L’adiposità distrettuale o localizzata è un aumento di volume del tessuto adiposo in quelle
aree del corpo femminile dove è solitamente distribuito.
Le cellule adipose (adipociti) non presentano alterazioni strutturali e funzionali, ma
sono aumentate di volume (ipertrofia) e talora di numero (iperplasia) portando a un
eccesso di grasso che, nel sesso femminile, si riscontra a livello di glutei, cosce e
addome.
La pelle si presenta omogenea e di colore normale. La cute non è dolente, ha una
consistenza e un’elasticità normale e, al tatto, non si rilevano noduli. Fattori costituzionali,
ormonali e stile di vita possono contribuire al manifestarsi dell’adiposità localizzata.

PEFS
Con il termine di ‘pannicolopatie’ si intendono processi di varia natura che interessano il
pannicolo adiposo sottocutaneo. La definizione corretta per quella che impropriamente
viene definita ‘cellulite’ è pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica (PEFS): interessa non
solo le cellule adipose, ma anche il tessuto interstiziale tra le cellule ed i più piccoli vasi
sanguigni. La PEFS è un processo evolutivo in cui si riconoscono diversi stadi; in quello
iniziale si ha una perdita di elasticità della pelle: pizzicandola fra le dita si formano granuli
e fossette, il tipico aspetto a ‘buccia d’arancia’. Via via il problema si aggrava, con
alterazioni specifiche della microcircolazione, aumento del collagene interstiziale del
tessuto connettivo e conseguente alterazione del metabolismo del tessuto adiposo che,
non essendo più adeguatamente ossigenato e nutrito, finisce per ammalarsi.
Nell’ultimo stadio i capillari sono molto danneggiati, i noduli diventano grossi e consistenti
(aspetto a ‘materasso’) e si alternano zone di cute con aspetto flaccido a zone con
aspetto compatto, la parte è dolente alla palpazione.
Forme miste
Nel riscontro clinico pratico, le forme più frequenti sono quelle miste. Su un terreno
predisposto, un eccesso di adiposità localizzata potrebbe condizionare l’alterazione
microcircolatoria a livello degli arti inferiori, fino all’instaurarsi della pannicolopatia.Quindi
l’adiposità distrettuale non va trascurata, ma bisogna invece intervenire prontamente con
prodotti efficaci e clinicamente testati per evitare l’evoluzione del processo
Le zone a rischio
La ‘cellulite’ può colpire molteplici zone del corpo: alcune donne presentano pochi
cuscinetti ben delimitati, mentre in altre il processo interessa ampie aree del corpo. Le
zone tipiche sono:
– fianchi, glutei, cosce
– ginocchia, caviglie
– addome
– spalle e braccia.

Il tessuto adiposo
Le cellule caratteristiche del tessuto adiposo sono gli adipociti. Piuttosto voluminosi,
presentano all’interno una grossa goccia lipidica; sono tenuti insieme in piccole masse
compatte da una rete di fibre connettivali. Gli adipociti hanno sulla loro superficie dei
recettori che sono sotto il controllo di ormoni. Il tessuto adiposo svolge funzioni sia di
tipo metabolico che meccanico; è un tessuto plastico e resistente alla compressione, ed
esercita una protezione di tipo meccanico. Ma è anche ‘organo’ di importanza metabolica
coinvolto nel bilancio termico dell’organismo. Accumulando riserve in periodi di
alimentazione abbondante e liberando acidi grassi in periodi di digiuno, assicura
all’organismo un apporto energetico costante in ogni situazione.
I recettori
I recettori b favoriscono la lipolisi (trasformazione dei trigliceridi contenuti
nell’adipocita in acidi grassi e loro liberazione). I recettori a2, al contrario,
favoriscono l’immagazzinamento dei grassi nelle cellule adipose (lipogenesi). Di
recente è stato scoperto un secondo recettore anti-lipolitico, l’NPY. Questi ultimi
sono più numerosi sugli adipociti della regione sottocutanea di cosce e glutei, zone
corporee fra l’altro abitualmente resistenti ai regimi dietetici. L’attività dei recettori
a2 e b è controllata da adrenalina e noradrenalina, mentre quella degli NPY da altri
ormoni (ormone intestinale e neurotrasmettitore NPY).

I rimedi

Introduzione
I rimedi proposti per trattare la ‘cellulite’ sono vari e talvolta, purtroppo, privi di
presupposti razionali. Sfruttando il desiderio di tutte le donne di veder scomparire quasi
‘miracolosamente’ la cellulite, vengono vantate azioni prodigiose di prodotti/preparati/trattamenti che non hanno alcuna base scientifica. Quali sono invece i trattamenti disponibili in farmacia che hanno un’efficacia reale?

I trattamenti

Sono disponibili sia preparati topici che sistemici. È necessario ricordare che si tratta
comunque di coadiuvanti, più o meno efficaci anche in funzione della gravità del
problema e della costanza nell’uso. Per valutarne la reale efficacia è sempre opportuno
esaminare attentamente la documentazione proposta, il tipo e l’estensione degli studi
clinici effettuati; un buon fattore discriminante è l’eccessiva promessa: un centimetro di
riduzione è credibile, dieci centimetri impossibile. La ‘cellulite’ è un inestetismo più o
meno grave, localizzato in alcune specifiche zone del corpo: l’approccio più coerente
sarebbe quindi quello del trattamento topico locale. Sono disponibili anche preparati per
uso sistemico: è fondamentale valutare con attenzione la composizione e ricordare che
un approccio per via sistemica può essere utile nel coadiuvare l’attività drenante e
circolatoria, meno per ridurre lo spessore dei cuscinetti adiposi localizzati.

Come prevenire

Un’attività fisica regolare specialmente di tipo aerobico (nuoto e jogging) aiuta a
prevenire la ‘cellulite’. Non meno importante è la cura dell’alimentazione: bisogna
combattere il sovrappeso, bere molta acqua preferibilmente a basso contenuto di sodio
ed evitare l’eccesso di sale che trattiene liquidi e ne favorisce il ristagno nei tessuti.
Inoltre sono da evitare indumenti che costringono, dannosi per la circolazione.

Il farmacista consiglia

È importante, innanzitutto, valutare la gravità del problema, per indirizzare eventualmente
le clienti da un medico specialista che, in base alla diagnosi, potrà consigliare i più idonei
trattamenti medici (ad esempio mesoterapia, ultrasuonoterapia, fisiokinesi, fino al
trattamento chirurgico). Inoltre, è compito della farmacista sottolineare l’importanza di uno
stile di vita corretto e di un’alimentazione equilibrata. Per aiutare le clienti a districarsi
nella selva di prodotti cosmetici che si trovano sugli scaffali della farmacia, il farmacista –
consapevole delle cause alla base del fenomeno e documentata sui principi attivi più
efficaci – svolgerà il suo ruolo di professionista del counselling indicando i prodotti che
abbiano un meccanismo d’azione poggiato su solide basi scientifiche, ben documentate
e la cui efficacia sia supportata da evidenze cliniche.

Vademecum anticuscinetto

  • Evitare gli abiti eccessivamente stretti
  • Bere molta acqua oligominerale al giorno
  • Ridurre il fumo
  • In caso di sovrappeso effettuare una dieta ipocalorica
  • Dieta con poco sale
  • Limitare le bevande alcoliche
  • Cercare di praticare attività fisica (anche solo camminare a passo svelto almeno mezz’ora al giorno)
  • Praticare ginnastica specifica per gli arti inferiori (glutei, cosce, ecc.).

Informazione su prodotti anti-cellulite

 

Soins de la peau en cas de dermatite atopique, questions fréquentes

1. Ce quʼil faut savoir
Vous devez faire les soins après la toilette, sur une peau sèche.
Une seule application par jour est nécessaire.

2. Quelle(s) crème(s) ou pommade(s) ? Où ? Dans quel ordre ?
– On commence par lʼapplication des dermocorticoïdes à appliquer sur les plaques inflammatoires, c’est-à-dire les plaques rouges ou rosées, qui en général démangent.
– Sur le reste du corps, en dehors des plaques, si la peau est sèche, vous devez appliquer une crème hydratante. La crème hydratante ne doit pas être appliquée sur les plaques inflammatoires (sinon votre enfant va présenter des picotements voire des brûlures).

3. Quelle quantité de crème ?
La règle de la phalangette définit la quantité nécessaire : la dose appliquée sur la dernière phalange de lʼindex doit permettre de couvrir une surface de peau correspondant à 2 mains posées à plat sur la peau.
Notez le nombre de tubes utilisés chaque mois pour en discuter avec le médecin.

4. Comment appliquer la crème ?
Réchauffer la crème au préalable dans le creux de la main. Effectuez un léger massage pour faire pénétrer. Attendre quelques minutes avant le rhabillage.

5. Quand stopper le traitement ?
– Lʼapplication des dermocorticoïdes doit être stoppée quand les lésions inflammatoires ont disparu.
– Lʼapplication de la crème hydratante doit être continuée tant que la peau est sèche.

6. Quand doit-on reprendre le traitement ?
Il est important de reprendre le traitement par dermocorticoïdes dès que lʼinflammation (rougeurs) revient.

7. Quel est lʼintérêt de faire le traitement ?
Le but est de faire disparaître lʼinflammation afin de soulager votre enfant. Le traitement permet aussi de reconstruire lʼintégrité de la peau (barrière cutanée) et donc de limiter le risque de survenue dʼinfections de la peau et dʼallergies.

8. Les crèmes corticoïdes sont-elles dangereuses ?
Non, si le traitement est utilisé comme décrit ci-dessous, en respectant les quantités et en traitant par alternance quand lʼinflammation est présente. Les crèmes corticoïdes nʼont pas les effets des corticoïdes utilisés en comprimés ou en piqûres.

9. Quelle est lʼévolution attendue de la dermatite atopique avec ce traitement ?
Les lésions inflammatoires vont survenir de moins en moins fréquemment, seront moins intenses et disparaîtront plus rapidement sous traitement. En conséquence, les doses de dermocorticoïdes vont diminuer avec le temps.

Cuidado de la piel en adultos con dermatitis atópica: las preguntas más frecuentes

¿Cómo efectuar los cuidados?
Usted debe efectuar los tratamientos después del aseo, sobre una piel seca.
Es necesaria una sola aplicación diaria. Debe hacer penetrar las cremas antes de ir a la cama.

¿Cuál(es) crema(s) o pomada(s)? ¿Dónde? ¿En qué orden?
Se comienza con la aplicación de corticoides tópicos. Se aplican en las placas inflamatorias, es decir rojas o rosadas, que en general, causan picazón.
• En el resto del cuerpo, usted debe aplicar una crema hidratante, con excepción de las placas. La crema hidratante no debe ser aplicada sobre las placas inflamatorias (si no usted tendrá picazón, incluso una sensación de ardor).
• Cuando usted no tenga más lesiones de eczema rojo, si a usted se le ha efectuado una prescripción, utilizará la crema prescripta (generalmente a base de tacrolimus) sobre las placas de eczema seco.

¿En qué cantidad?
Los tópicos (cremas y pomadas) se aplican según « la regla de la falangeta ».
Una cantidad aplicada sobre la última falange (del índice) debe cubrir un área del eczema de 2 manos.
Efectúe un masaje ligero para hacer penetrar el producto.
Usted debe cuantificar el número de pomos utilizados cada mes.

¿Cuándo suspender el tratamiento?
• La aplicación de corticoides tópicos deberá ser suspendida cuando las lesiones inflamatorias (rojas) hayan desaparecido.
• Usted deberá de continuar la aplicación de emolientes (cremas hidratantes) en forma diaria.
• Usted deberá continuar la aplicación de la crema prescripta (generalmente a base de tacrolimus), en forma preventiva una vez/semana.

¿Cuándo retomar el tratamiento?
Es importante retomar el tratamiento con corticoides tópicos desde el momento que reaparece la inflamación (rubor).
Asimismo, es importante reconocer los verdaderos signos del eczema con respecto a las sobreinfecciones u otras lesiones infrecuentes. En estas lesiones no debe aplicar corticoides tópicos.

¿Cuál es el objetivo de este tratamiento?
El objetivo es hacer desaparecer las placas, lo que permite aliviarle los síntomas.
El tratamiento permite también la reconstrucción de la barrera cutánea y, en consecuencia, limitar el riesgo de infecciones de la piel y de la aparición de alergias.
Los emolientes (cremas hidratantes) utilizados diariamente tienen el mismo efecto, que es el de rehacer la barrera cutánea.

¿Son peligrosos los corticoides?
Los corticoides no son peligrosos cuando son utilizados como fuera descripto, es decir de manera intermitente, según la regla de la falangeta, contando bien los pomos consumidos.
No poseen efecto sistémico como los corticoides en comprimidos o inyectables.

¿Cuál será la evolución esperada de la dermatitis atópica con este tratamiento?
Las lesiones inflamatorias se manifestarán cada vez menos frecuentemente, serán menos intensas, desaparecerán más rápidamente.
En consecuencia, será necesaria una cantidad menos importante de corticoides tópicos.

Productos:

tacrolimus sandoz

tacrolimus actavis 1 mg capsulas duras

tacrolimus actavis 0.5 mg capsulas duras

Tratamiento de la psoriasis y de la dermatitis atópica con la Ciclosporina oral

¿Qué es la Ciclosporina?
La Ciclosporina es un medicamento utilizado para el tratamiento preventivo del rechazo de injerto de ógano durante el transplante de órgano, así como para el tratamiento de determinadas enfermedades inflamatorias como la poliartritis reumatoidea, la psoriasis o la dermatitis atópica.
La Ciclosporina se utiliza bajo la forma de cápsulas de 25, 50 y 100 mg. El tratamiento se administra en dos tomas diarias, una por la mañana y una por la noche.

¿Cómo se desarrolla el tratamiento con Ciclosporina?
Antes del tratamiento con Ciclosporina, su médico verificará la ausencia de contraindicaciones.
Efectuará un examen clínico, una toma de la tensión arterial y un estudio de laboratorio que incluirá: dosaje de electrolitos sanguíneos, creatinina sérica, hemograma, estudio hepático y dosaje de colesterol y de triglicéridos. Por otro parte, es importante efectuar un seguimiento médico periódico con la verificación de la salud odontológica y en la mujer, una actualización ginecológica con la realización, si no lo ha efectuado regularmente, de un frotis cérvico-vaginal de detección con el fin de descartar una infección por papilomavirus.
Una vez verificada la normalidad de los citados exámenes, su médico le prescribirá Ciclosporina, que deberá tomar todos los días, por la mañana y por la noche. Una vez por mes se le efectuará un examen de sangre de control (dosaje de creatinina sanguínea, colesterol, triglicéridos y electrolitos sanguíneos). Su médico lo verá una vez por mes para efectuarle un examen clínico, una evaluación de la eficacia de la tolerancia del tratamiento, así como una toma de la tensión arterial. En función de los resultados del tratamiento, la dosis de Ciclosporina podrá ser modificada en el curso del mismo. La dosis inicial del tratamiento será determinada en función del tipo de enfermedad y en función de su peso. Habitualmente se comienza con una dosis que varía entre 2 mg/kg y 5 mg/kg/día.

Duración del tratamiento con Ciclosporina
Para la psoriasis y para la dermatitis atópica, la duración del tratamiento con Ciclosporina varía entre algunos meses a uno o dos años, en función de la tolerancia y de la eficacia. La eficacia del tratamiento varía según los pacientes. En general, se obtiene una mejoría muy importante de la psoriasis o de la dermatitis atópica en el 60 a 80% de los pacientes. El efecto máximo es obtenido aproximadamente a los 3 a 4 meses y generalmente se mantiene durante el tratamiento. Habitualmente, al cabo de un mes, comienza a disminuir el efecto positivo del tratamiento. Con la suspensión del tratamiento, las lesiones cutáneas reaparecen en un término medio de 2 a 4 meses. No obstante, con frecuencia, la severidad de la enfermedad cutánea es menos importante que antes de comenzar el tratamiento.

El tratamiento con Ciclosporina puede presentar efectos secundarios
Los efectos secundarios más frecuentes se observan al comienzo del tratamiento y pueden incluir fatiga, temblor de los dedos, sensaciones de hormigueo en los dedos o en los pies, cefaleas (dolor de cabeza) y dolores musculares. Estos efectos se observan en el 10 al 20% de los pacientes. Al comienzo del tratamiento pueden observarse efectos digestivos (náuseas, dolores abdominales y diarreas). Es importante controlar la tensión arterial dado que puede observarse un aumento de la misma.
Efectos secundarios más raros:
Durante los tratamientos prolongados con Ciclosporina, puede observarse un compromiso de la función renal (que se manifiesta por un aumento de la creatinina sanguínea). Si esto ocurriese, debería disminuirse la dosis utilizada de Ciclosporina o suspender el tratamiento. Este efecto secundario es reversible con la suspensión del tratamiento y es por ello que es necesario un seguimiento frecuente. Por otro parte, la Ciclosporina puede disminuir las defensas del organismo y favorecer la aparición de una infección. En caso de fiebre bajo tratamiento con Ciclosporina, deberá consultar a su médico.
En los pacientes que hayan recibido numerosas sesiones de fototerapia (principalmente, PUVA), el tratamiento con Ciclosporina puede favorecer la aparición de cánceres cutáneos. Es necesario un seguimiento periódico por parte del dermatólogo y usted deberá consultar en caso de aparición de nuevas lesiones cutáneas.
Pueden observarse otros efectos secundarios más infrecuentes: raramente pueden observarse un aumento del colesterol o de los triglicéridos en sangre y un aumento de la pilosidad, particularmente a nivel de la cara. Este efecto es reversible con la suspensión del tratamiento. Raramente, puede observarse un aumento del volumen de las encías. Es importante mantener una buena higiene bucal durante el tratamiento con Ciclosporina, específicamente mediante la eliminación periódica del sarro por
parte de su dentista.

Otras precauciones a tener en cuenta durante el tratamiento con Ciclosporina
• Usted deberá efectuar las extracciones de sangre como le indique su médico.
• Usted deberá evitar la utilización de determinados medicamentos, porque existe una posible incompatibilidad entre determinados medicamentos y la Ciclosporina. Es importante que le informe a su médico que usted está recibiendo un tratamiento con Ciclosporina, con el fin de verificar la ausencia de incompatibilidad con cualquier nueva prescripción.
• Durante el tratamiento, es necesario un seguimiento periódico por parte de su médico de cabecera y de su Dermatólogo.
• En caso de preguntas relacionadas con este tratamiento o en caso de urgencia, usted puede en todo momento acudir al médico de guardia del servicio de Dermatología del hospital más cercano.
• Si usted tiene otras preguntas relacionadas con este tratamiento, no dude en formulárselas a su Dermatólogo.

Medicamentos que contienen ciclosporina:

CICLOSPORINA MYLAN

SANDIMMUN NEORAL 100 mg CAPSULAS BLANDAS

SANDIMMUN NEORAL 100 mg/ml SOLUCION ORAL

Dermatitis Atópica: tratamiento basado en el uso de dermocorticoides, cómo realizar los cuidados cutáneos en la Dermatitis Atópica

1. ¿Cuándo realizar los cuidados?
Ud. debe realizar los cuidados después del aseo, sobre la piel seca. Es necesaria una sola aplicación por día.

2. ¿Cuál(es) crema(s) o pomada(s)? O ¿En qué orden ?
– Se comienza por la aplicación de los dermocorticoides sobre las placas inflamatorias, es decir, sobre las placas rojas o rosadas que, en general, producen picazón.
– Sobre el resto del cuerpo, fuera de las placas, si la piel es seca, Ud. debe aplicar una crema hidratante. La crema hidratante no debe ser aplicada sobre las placas inflamatorias (sino su niño va a presentar picazón, incluso ardores).

3. ¿Qué cantidad de crema?
La regla de la falangeta  define la cantidad necesaria: la cantidad aplicada sobre la última falange del índice debe permitir cubrir una superficie de piel correspondiente a 2 manos apoyadas de plano sobre la piel. Registre el número de tubos utilizados cada mes para considerarlo con el médico.

4. ¿Cómo aplicar la crema?
Calentar la crema por anticipado en el hueco de la mano. Efectuar un masaje ligero para facilitar su penetración. Continúe con el masaje durante algunos minutos.

5. ¿Cuándo suspender el tratamiento?
– La aplicación de los dermocorticoides debe ser suspendida cuando las lesiones inflamatorias hayan desaparecido.
– La aplicación de la crema hidratante deberá continuarse mientras que la piel esté seca.

6. ¿Cuándo reiniciar el tratamiento?
Es importante reiniciar el tratamiento con dermocorticoides cuando reaparezca la inflamación (enrojecimiento).

7. ¿Cuál es el objetivo de administrar el tratamiento?
El objetivo es el de hacer desaparecer la inflamación con el fin de aliviar a su niño. El tratamiento permite asimismo reconstruir la integridad de la piel (barrera cutánea) y, en consecuencia, limitar el riesgo de aparición de infecciones de la piel y de alergias.

8. ¿Son peligrosas las cremas con corticoides?
No, si el tratamiento es utilizado como se describe más abajo, respetando las cantidades y administrándolo alternativamente cuando la inflamación esté presente. Las cremas con corticoides no
desarrollan los efectos de los corticoides utilizados en comprimidos o inyectables.

9. ¿Cuál es la evolución esperada de la dermatitis atópica con este tratamiento?
Las lesiones inflamatorias reaparecerán con menor frecuencia, serán menos intensas y desaparecerán más rápidamente con el tratamiento. En consecuencia, las dosis de dermocorticoides habrán de disminuir con el tiempo.

Clinical trial: a nutritional supplement Viusid, in combination with diet and exercise, in patients with nonalcoholic fatty liver disease

Background

Nonalcoholic fatty liver disease (NAFLD) is a significant health problem for which there is no universally accepted pharmacological treatment. The combination of weight loss and antioxidant drugs to ameliorate insulin resistance and improve steatosis, inflammation and fibrosis provides the rational for therapeutic trials.

Aim

To evaluate the efficacy and safety of a nutritional supplement Viusid in association with diet and exercise for NAFLD.

Methods

A randomized, controlled and parallel-group trial was conducted at a tertiary care academic centre (National Institute of Gastroenterology, Havana, Cuba). We randomly assigned 60 patients with liver biopsy-proven NAFLD to 6 months of treatment with a hypocaloric diet plus aerobic exercise daily and three Viusid sachets daily or a hypocaloric diet and exercise. Endpoints were improvement in the NAFLD activity score (NAS), fibrosis and normalization of serum aminotransferase levels.

Results

A significant improvement in steatosis, necroinflammation and fibrosis was seen in each group of treatment (P < 0.01 for each feature). The Viusid group, as compared with the control group, significantly reduced the mean of NAS [from 4.18 to 0.54 points in the Viusid group vs. 4.45 to 2.2 points in the control group (P < 0.001)]. On between-group comparison, Viusid was found to be associated with a significantly greater improvement in steatosis (P < 0.001), ballooning (P = 0.002) and lobular inflammation (P = 0.025), but
not in fibrosis (P = 0.07). Viusid was well tolerated.

Conclusions

Our results indicate that treatment with diet and exercise leads to a notable improvement in the histological features of NAFLD; however, the administration of Viusid intensifies the improvements of histological findings, especially of steatosis and inflammation.

Full details of this clinical study are available in the “Clinical studies” section of the Viusid eLeaflet.

Viusid, a nutritional supplement, increases survival and reduces disease progression in HCV-related decompensated cirrhosis: a randomised and controlled trial

Objectives

Viusid is a nutritional supplement with recognised antioxidant and immunomodulatory properties which could have beneficial effects on cirrhosis-related clinical outcomes such as survival, disease progression and development of hepatocellular carcinoma (HCC). This study evaluated the efficacy and safety of viusid in patients with HCV-related
decompensated cirrhosis.

Design

A randomised double-blind and placebo-controlled study was conducted in a tertiary care
academic centre (National Institute of Gastroenterology, Havana, Cuba). The authors randomly assigned 100 patients with HCV-related decompensated cirrhosis to receive viusid (three oral sachets daily, n1⁄450) or placebo (n1⁄450) during 96 weeks. The primary outcome of the study was overall survival at 96 weeks, and the secondary outcomes included time to disease progression, time to HCC diagnosis, time to worsening of the prognostic scoring systems ChildePugh and Model for End-Stage Liver Disease, and time to a new occurrence or relapse for each one of the main clinical complications secondary to portal hypertension at 96 weeks.

Results

Viusid led to a significant improvement in overall survival (90%) versus placebo (74%) (HR 0.27, 95% CI 0.08 to 0.92; p1⁄40.036). A similar improvement in disease progression was seen in viusid-treated patients (28%), compared with placebo-treated patients (48%) (HR 0.47, 95% CI 0.22 to 0.89; p1⁄40.044). However, the beneficial effects of viusid were wholly observed among patients with ChildePugh classes B or C, but not among patients with ChildePugh class A. The cumulative incidence of HCC was significantly reduced in patients treated with viusid (2%) as compared with placebo (12%) (HR 0.15, 95% CI 0.019 to 0.90; p1⁄40.046). Viusid was well tolerated.

Conclusions

The results indicate that treatment with Viusid leads to a notable improvement in overall clinical outcomes such as survival, disease progression and development of HCC in patients with HCV-related decompensated cirrhosis.

Article focus

  • Hepatitis C virus (HCV)-related decompensated cirrhotic patients have a poor therapeutic response and reduced tolerance to the current standard of care therapy.
  • Therapeutic goals in these patients should be directed towards reducing liver-related morbidity and mortality, and the need for liver transplantation.
  • Viusid is a nutritional supplement with recognised antioxidant and immunomodulatory properties that could modulate the histological pattern of CHC, especially inflammation and fibrosis, in an attempt to halt disease progression and consequently improve liver function and liver-related morbidity and mortality, and prevent development of hepatocellular carcinoma (HCC).

Key messages

  • The administration of viusid to HCV-related decompensated cirrhotic patients induced a significant improvement of overall survival, a significant reduction in the disease progression and development of HCC.
  • The benefit of viusid was also seen in the secondary end point of worsening of the prognostic scores such as Model for End-Stage Liver Disease and ChildePugh scores.
  • The viusid effects on survival and disease progression were selective for patients with advanced stage of liver disease (ChildePugh B or C).
  • Viusid was well tolerated, and only minor transient adverse events such as nausea and diarrhoea were reported.

Strengths and limitations of this study

  • The main strength of this study was to demonstrate that Viusid improves overall clinical outcomes (survival, HCC and disease progression) in cirrhotic patients who have failed to achieve sustained virological response with standard of care, and these benefits appear to be more prominent in patients with poorer liver function (ChildePugh B or C).
  • The study was designed with a small sample size.
  • Further multicentre and large-scale studies are needed to corroborate the impact of viusid on the clinical outcomes in patients with HCV-related decompensated cirrhosis.

Full details of this clinical study are available in the “Clinical studies” section of the Viusid eLeaflet.