Cellulite: domande frequenti

Si fa presto a dire cellulite

Non è corretto chiamare ‘cellulite’ gli inestetismi di cui si lamentano le donne.
Ma al di là della questione scientifica, di cui parleremo oltre, c’è da sottolineare il ruolo della questione psicologica. Silhouette appesantita, cosce deformate dagli antiestetici
cuscinetti, glutei sproporzionati rispetto al busto fanno apparire le donne meno piacenti.
L’imbarazzo per le forme non armoniose si può trasformare in senso di vergogna e, in
molti casi, il non accettare il proprio fisico genera una condizione di sofferenza. Ben
diverso invece è sentirsi belle, ‘presentare’ la propria femminilità e vivere senza inibizioni
la sessualità, Tutto ciò infonde sicurezza, migliora l’autostima e arricchisce la qualità di
vita.

A ciascuna la sua

Introduzione
Introdotto all’inizio degli anni Venti da alcuni autori francesi, il termine ‘cellulite’ è in realtà
improprio. Più correttamente, in questo ‘ambito clinico’ si distinguono due quadri, diversi
per manifestazioni, fattori causali ed evoluzione:
• l’adiposità distrettuale
• la pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica (PEFS),comunemente denominata  ‘cellulite’.
Adiposità distrettuali
L’adiposità distrettuale o localizzata è un aumento di volume del tessuto adiposo in quelle
aree del corpo femminile dove è solitamente distribuito.
Le cellule adipose (adipociti) non presentano alterazioni strutturali e funzionali, ma
sono aumentate di volume (ipertrofia) e talora di numero (iperplasia) portando a un
eccesso di grasso che, nel sesso femminile, si riscontra a livello di glutei, cosce e
addome.
La pelle si presenta omogenea e di colore normale. La cute non è dolente, ha una
consistenza e un’elasticità normale e, al tatto, non si rilevano noduli. Fattori costituzionali,
ormonali e stile di vita possono contribuire al manifestarsi dell’adiposità localizzata.

PEFS
Con il termine di ‘pannicolopatie’ si intendono processi di varia natura che interessano il
pannicolo adiposo sottocutaneo. La definizione corretta per quella che impropriamente
viene definita ‘cellulite’ è pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica (PEFS): interessa non
solo le cellule adipose, ma anche il tessuto interstiziale tra le cellule ed i più piccoli vasi
sanguigni. La PEFS è un processo evolutivo in cui si riconoscono diversi stadi; in quello
iniziale si ha una perdita di elasticità della pelle: pizzicandola fra le dita si formano granuli
e fossette, il tipico aspetto a ‘buccia d’arancia’. Via via il problema si aggrava, con
alterazioni specifiche della microcircolazione, aumento del collagene interstiziale del
tessuto connettivo e conseguente alterazione del metabolismo del tessuto adiposo che,
non essendo più adeguatamente ossigenato e nutrito, finisce per ammalarsi.
Nell’ultimo stadio i capillari sono molto danneggiati, i noduli diventano grossi e consistenti
(aspetto a ‘materasso’) e si alternano zone di cute con aspetto flaccido a zone con
aspetto compatto, la parte è dolente alla palpazione.
Forme miste
Nel riscontro clinico pratico, le forme più frequenti sono quelle miste. Su un terreno
predisposto, un eccesso di adiposità localizzata potrebbe condizionare l’alterazione
microcircolatoria a livello degli arti inferiori, fino all’instaurarsi della pannicolopatia.Quindi
l’adiposità distrettuale non va trascurata, ma bisogna invece intervenire prontamente con
prodotti efficaci e clinicamente testati per evitare l’evoluzione del processo
Le zone a rischio
La ‘cellulite’ può colpire molteplici zone del corpo: alcune donne presentano pochi
cuscinetti ben delimitati, mentre in altre il processo interessa ampie aree del corpo. Le
zone tipiche sono:
– fianchi, glutei, cosce
– ginocchia, caviglie
– addome
– spalle e braccia.

Il tessuto adiposo
Le cellule caratteristiche del tessuto adiposo sono gli adipociti. Piuttosto voluminosi,
presentano all’interno una grossa goccia lipidica; sono tenuti insieme in piccole masse
compatte da una rete di fibre connettivali. Gli adipociti hanno sulla loro superficie dei
recettori che sono sotto il controllo di ormoni. Il tessuto adiposo svolge funzioni sia di
tipo metabolico che meccanico; è un tessuto plastico e resistente alla compressione, ed
esercita una protezione di tipo meccanico. Ma è anche ‘organo’ di importanza metabolica
coinvolto nel bilancio termico dell’organismo. Accumulando riserve in periodi di
alimentazione abbondante e liberando acidi grassi in periodi di digiuno, assicura
all’organismo un apporto energetico costante in ogni situazione.
I recettori
I recettori b favoriscono la lipolisi (trasformazione dei trigliceridi contenuti
nell’adipocita in acidi grassi e loro liberazione). I recettori a2, al contrario,
favoriscono l’immagazzinamento dei grassi nelle cellule adipose (lipogenesi). Di
recente è stato scoperto un secondo recettore anti-lipolitico, l’NPY. Questi ultimi
sono più numerosi sugli adipociti della regione sottocutanea di cosce e glutei, zone
corporee fra l’altro abitualmente resistenti ai regimi dietetici. L’attività dei recettori
a2 e b è controllata da adrenalina e noradrenalina, mentre quella degli NPY da altri
ormoni (ormone intestinale e neurotrasmettitore NPY).

I rimedi

Introduzione
I rimedi proposti per trattare la ‘cellulite’ sono vari e talvolta, purtroppo, privi di
presupposti razionali. Sfruttando il desiderio di tutte le donne di veder scomparire quasi
‘miracolosamente’ la cellulite, vengono vantate azioni prodigiose di prodotti/preparati/trattamenti che non hanno alcuna base scientifica. Quali sono invece i trattamenti disponibili in farmacia che hanno un’efficacia reale?

I trattamenti

Sono disponibili sia preparati topici che sistemici. È necessario ricordare che si tratta
comunque di coadiuvanti, più o meno efficaci anche in funzione della gravità del
problema e della costanza nell’uso. Per valutarne la reale efficacia è sempre opportuno
esaminare attentamente la documentazione proposta, il tipo e l’estensione degli studi
clinici effettuati; un buon fattore discriminante è l’eccessiva promessa: un centimetro di
riduzione è credibile, dieci centimetri impossibile. La ‘cellulite’ è un inestetismo più o
meno grave, localizzato in alcune specifiche zone del corpo: l’approccio più coerente
sarebbe quindi quello del trattamento topico locale. Sono disponibili anche preparati per
uso sistemico: è fondamentale valutare con attenzione la composizione e ricordare che
un approccio per via sistemica può essere utile nel coadiuvare l’attività drenante e
circolatoria, meno per ridurre lo spessore dei cuscinetti adiposi localizzati.

Come prevenire

Un’attività fisica regolare specialmente di tipo aerobico (nuoto e jogging) aiuta a
prevenire la ‘cellulite’. Non meno importante è la cura dell’alimentazione: bisogna
combattere il sovrappeso, bere molta acqua preferibilmente a basso contenuto di sodio
ed evitare l’eccesso di sale che trattiene liquidi e ne favorisce il ristagno nei tessuti.
Inoltre sono da evitare indumenti che costringono, dannosi per la circolazione.

Il farmacista consiglia

È importante, innanzitutto, valutare la gravità del problema, per indirizzare eventualmente
le clienti da un medico specialista che, in base alla diagnosi, potrà consigliare i più idonei
trattamenti medici (ad esempio mesoterapia, ultrasuonoterapia, fisiokinesi, fino al
trattamento chirurgico). Inoltre, è compito della farmacista sottolineare l’importanza di uno
stile di vita corretto e di un’alimentazione equilibrata. Per aiutare le clienti a districarsi
nella selva di prodotti cosmetici che si trovano sugli scaffali della farmacia, il farmacista –
consapevole delle cause alla base del fenomeno e documentata sui principi attivi più
efficaci – svolgerà il suo ruolo di professionista del counselling indicando i prodotti che
abbiano un meccanismo d’azione poggiato su solide basi scientifiche, ben documentate
e la cui efficacia sia supportata da evidenze cliniche.

Vademecum anticuscinetto

  • Evitare gli abiti eccessivamente stretti
  • Bere molta acqua oligominerale al giorno
  • Ridurre il fumo
  • In caso di sovrappeso effettuare una dieta ipocalorica
  • Dieta con poco sale
  • Limitare le bevande alcoliche
  • Cercare di praticare attività fisica (anche solo camminare a passo svelto almeno mezz’ora al giorno)
  • Praticare ginnastica specifica per gli arti inferiori (glutei, cosce, ecc.).

Informazione su prodotti anti-cellulite

 

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